“Abbi cura del tuo corpo: è l’unico posto in cui devi vivere”
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Inizio questo articolo, citando una frase celebre di Jim Rohn, famoso imprenditore e scrittore americano, che sottolinea come il corpo sia per noi un prezioso e potente alleato che richiede rispetto e cura.
Noi siamo il nostro corpo, lo abitiamo fin dalla nascita e lungo tutto il percorso della nostra vita esso ci accompagna.
Nel mio lavoro come terapeuta Emdr, ho potuto vedere come il corpo rivesta un ruolo chiave nel percorso di cambiamento di una persona.
Sempre più attenzione viene data ad esso ed alle emozioni che inevitabilmente esprime (vedi anche il mio articolo: “Le emozioni: cosa sono e perché sono utili”)
Se pensiamo alla nostra vita di tutti i giorni, il corpo ci parla di continuo e ci invia dei segnali tangibili, “fisici”, informandoci di come stiamo, cosa sentiamo o proviamo in quel preciso momento ed in quale parte del corpo sentiamo quel determinato stato emotivo.
Se noi lo ascoltiamo con attenzione egli ci rivela cose che magari sfuggono alla nostra consapevolezza.
Faccio un esempio. Se ci capita di frequente che, mentre parliamo con un superiore o un collega di lavoro, avvertiamo rigidità nei muscoli, tensione alle gambe o agli arti, questi segnali corporei ci stanno senz’altro comunicando che in quel determinato contesto relazionale non siamo rilassati e c’è qualcosa che ci fa sentire magari tesi, nervosi, ecc.
In tal caso la tensione di alcune parti del corpo è indicatrice di uno stato emotivo sottostante, cioè ansia, paura, disagio, o rabbia. Quindi è possibile mappare il nostro corpo per capirne l’emozione sottostante che esso racconta.
Il corpo in psicoterapia
Psicoterapie “Top-down” e “Bottom-up”
I recenti studi effettuati nel campo delle neuroscienze e della neurobiologia hanno dimostrato che non esiste una separazione fra mente e corpo, ma essi sono strettamente connessi, anzi, si è stabilito con certezza, attraverso tecniche di neuro-imaging (Risonanza magnetica cerebrale funzionale) come la psicoterapia sia in grado di agire sul cervello, producendo dei cambiamenti nei circuiti neuronali biochimici, così come fanno gli psicofarmaci. Inoltre l’effetto positivo della psicoterapia si riflette anche sul sistema endocrino ed immunitario delle persone.
I nuovi approcci psicoterapici stanno sempre più adottando anche un’ottica BOTTOM-UP, cioè dal basso verso l’alto, ossia a partire dal corpo (basso = BOTTOM) e dalle sensazioni somatiche dirette ed immediate che esso veicola, per andare verso l’alto, cioè i pensieri e la mente cosciente (l’UP), integrandola alle forme di psicoterapia classica, di tipo TOP-DOWN, cioè dall’alto verso basso, ossia a partire dai pensieri e dalla parola (processi della neo-corteccia), per arrivare al corpo ed ai comportamenti.
L’Emdr, come anche anche alcune tecniche della psicoterapia della Gestalt che io stessa utilizzo, adottano tale visione BOTTOM-UP. Partendo dalle sensazioni sentite del paziente, che spesso non riesce magari a descrivere verbalmente o con un pensiero, facendo “contattare e parlare il suo sintomo” o una parte del suo corpo bloccata o tesa, spesso egli riesce a riappropriarsi del messaggio che il corpo o quella stessa parte gli invia, integrandoli nella sua personalità e portando chiarezza, benessere e risoluzione dei suoi sintomi.
In base alla mia esperienza di psicoterapeuta sottolineo come in molti casi spesso sia necessario e vitale partire dall’ascolto del corpo del paziente. IL CORPO NON MENTE!! E soprattutto ci informa di continuo su cosa ci sta accadendo.
Lo stesso Fritz Perls, padre della Psicoterapia della Gestalt, dava centralità al corpo, sottolineando come: “IO SONO UN CORPO” sia ciò che caratterizza l’individuo, e non più “IO HO UN CORPO”.
Il corpo fa parte di noi e non è qualcosa di estraneo ed esterno a noi, ma un tutt’uno con noi. Ascoltarlo significa accogliere tutto ciò che esso ci dice e segnala, nel “qui ed ora”, nel presente: come è il nostro respiro, se ci sono parti del corpo più tese, parti più rilassate, come è la nostra postura ed anche i nostri movimenti.
Ecco che la psicoterapia focalizzata a partire dal corpo, permette alla persona di recuperare un equilibrio fra se stessa e l’ambiente che la circonda, imparando ad esprimere, gestire, e regolare le proprie emozioni, soddisfare i propri bisogni che, in situazioni di disagio, sono bloccati a livello somatico.
Se un’emozione viene interrotta e non viene riconosciuta adeguatamente ed espressa, essa finisce per cronicizzarsi e bloccare o tendere distretti corporei specifici, creando un conflitto fra una parte dell’individuo che la vuole liberare ed esprimere, ed una parte che la interrompe e la inibisce.
Lavorando sul corpo è possibile divenire consapevoli di quelle emozioni congelate ed interrotte che impediscono un contatto salutare con se stessi e con gli altri.
Tutte le tecniche di rilassamento e di respirazione promuovono questo tipo di esperienza emotiva correttiva, a partire appunto dal corpo, permettendo alla persona di creare circuiti di benessere che avranno un effetto benevolo anche sui suoi stati mentali, cioè sui suoi pensieri.
Da uno stato di “tensione” iniziale è possibile arrivare al rilassamento ed all’espressione dei propri vissuti interni e rendere anche visibili nel lavoro di psicoterapia le parti di sé in conflitto, (es: fra il voglio ed il devo, fra l’attacco o la fuga, ecc…), affinchè la persona raggiunga una risoluzione del conflitto stesso fra le parti ed un maggiore equilibrio fra di esse, con conseguente aumento del benessere psicologico e fisico.
Succede allora che i disagi del corpo, i sintomi fisici (es: mal di stomaco, stretta alla gola, oppressione al petto, fatica a respirare, ad esempio) diventano degli utili alleati a cui prestare ascolto, e non più dei nemici da combattere.
Provate a leggere le seguenti domande e notate l’effetto che hanno su di voi:
Questi sono solo alcuni esempi di domande che come terapeuta invito le persone a farsi, per aiutarle a “stare”, ad entrare in contatto con se stesse, con il proprio corpo e le proprie emozioni, senza fuggire da esse o combatterle, perché magari sono percepite come sgradevoli e difficili.
Ad esempio, se una persona prova ansia, può imparare a riconoscere i segnali fisici di questa emozione (respiro corto, palpitazioni, tremori, sudorazione, ecc…), li può accogliere, capire come si impedisce di rilassarsi, imparando modi nuovi di calmarsi e gestire l’ansia (vedi il mio articolo su: “L’ansia…..cos’è e come gestirla”).
Dalla mia esperienza clinica, grazie alla terapia della Gestalt ed all’uso dell’Emdr, che è un approccio terapeutico che lavora moltissimo con corpo ed emozioni, mi è possibile vedere in diretta come, durante il percorso terapeutico, le persone si liberino dai loro blocchi emotivi e somatici, riuscendo ad abitare un corpo più in salute e libero, imparando a respirare meglio e più a fondo, creando dei pensieri costruttivi su di se, sugli altri e sul mondo che hanno un impatto positivo sulle proprie relazioni.




2021 ELISA RIVELTI - Psicologa e Psicoterapeuta Mogliano Veneto
2021 ELISA RIVELTI