Disturbo post traumatico da stress - Cura EMDR

Il disturbo post-traumatico da stress

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PTSD - Il disturbo post-traumatico da stress

Il trauma è una realtà della vita, ma non per questo deve essere una condanna a vita

Peter Levine

La Psicologia clinica e la Psichiatria (DSM-5) definiscono il Disturbo Post Traumatico da Stress, o  PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), come un disturbo che si manifesta in seguito ad un evento particolarmente traumatico e stressante nella vita di una persona, che mette in pericolo l’integrità e la salute fisica e psichica del soggetto, come un grave incidente, un terremoto, una catastrofe, la pandemia stessa ed i suoi effetti, una guerra, una violenza subita, una grave malattia, un lutto complicato, ecc..

La persona che soffre di questo disturbo sperimenta tutta una serie di sintomi, quali ansia e depressione, abulia ed anedonia, pensieri, flashback ed immagini violentemente intrusivi e disturbanti, relativi all’evento traumatico subito, con la sensazione di rivivere tale evento nel presente.

Il disturbo iniziò ad essere conosciuto e studiato bene negli Stati Uniti, dopo la guerra del Vietnam, quando furono riscontrati numerosi casi di PTSD fra i soldati americani reduci di guerra.

Tale disturbo può presentarsi a tutte le età e comparire anche fra i parenti, i testimoni, i soccorritori ed operatori sanitari (in tal caso si parla di traumatizzazione vicaria di chi soccorre), all’interno di un evento traumatico.

Non tutte le persone che vivono un evento traumatico sviluppano un PTSD: il nostro cervello è biologicamente programmato per poter superare la maggior parte dei traumi che si possono avere lungo l’arco della vita.

Ci sono però dei casi in cui l’impatto emotivo di un evento traumatico è così intenso che la naturale capacità di auto-guarigione del cervello si blocca.

La diagnosi di PTSD viene posta quando i sintomi disturbanti nella persona si protraggono oltre un mese dall’evento traumatico ed interferiscono in modo marcato con la propria vita scolastico-lavorativa e sociale.

Esistono poi forme di PTSD ad esordio ritardato, dove cioè i sintomi del disturbo si presentano in modo importante anche dopo 6 mesi od oltre dall’evento traumatico.

Si parla invece di C-PTSD, cioè PTSD complesso, quando il disturbo si origina in seguito a traumi infantili precoci di tipo relazionale, ad esempio abusi fisici, sessuali, o psicologici, ripetuti, ad opera di un familiare, o maltrattamenti e trascuratezze subite nell’infanzia e che hanno un effetto sullo sviluppo della futura personalità adulta del soggetto.

Cosa accade nel cervello?

PTSD - Stress

Gli studi effettuati in campo neurofisiologico hanno dimostrato come le persone affette da PTSD producono livelli anomali di ormoni, come il cortisolo (ormone dello stress) e si riscontra anche un aumento massiccio dell’adrenalina. Inoltre, nel PTSD si iper-attiva una parte del cervello, l’amigdala, che è una piccola area a forma di mandorla, facente parte del sistema limbico, posta al centro del cervello e deputata alla regolazione delle emozioni, quali la paura. Quando c’è un pericolo o una minaccia elevati, questa area agisce automaticamente e inconsapevolmente, scatenando nel soggetto una risposta di paura, rendendolo allertato e pronto a reagire. In altre parole, di fronte ad un evento traumatico, si crea una condizione di stress cronico, ed alterate risposte d’allarme, ipervigilanza, paura, alta irritabilità, scoppi di rabbia, difficoltà a stare calmi, insonnia, difficoltà a gestire le emozioni, poiché la persona non si sente al sicuro.

Quali sono i sintomi del PTSD?

I sintomi del PTSD si suddividono in 4 categorie:

1) SINTOMI INTRUSIVI

  • Flashback: il soggetto rivive l’evento traumatico come se stesse accadendo nel presente, con tutte le immagini, le emozioni, i pensieri, i suoni e le sensazioni fisiche associate;
  • Intense reazioni di ansia o panico, con senso di terrore, iperattivazione fisiologica, senso di allarme costante e/o anche di freezing, ossia congelamento, collasso e paralisi;
  • Incubi ricorrenti connessi all’evento traumatico.

2) SINTOMI DI EVITAMENTO O DISTACCO

  • La persona cerca di evitare pensieri, emozioni, luoghi o situazioni che le possono ricordare l’evento traumatico e ciò lo può fare tenendosi impegnata in altre attività, a volte compulsive, come pulire in modo eccessivo, lavorare troppo, usare anche sostanze (alcool, droghe) che la allontanino dal ricordo dell’evento traumatico;
  • Distacco emotivo ed incapacità di sentire le emozioni o di provare piacere dal rapporto con gli altri, con isolamento ed evitamento dei rapporti sociali;
  • Amnesia e dimenticanze di alcune parti o di tutto l’evento traumatico;
  • Sintomi di depersonalizzazione (sensazione di essere distaccati da sé stessi) e derealizzazione (percepire come distorto o irreale il mondo esterno).

3) IPERVIGILANZA E REATTIVITA’

  • La persona è ipervigile, allertata, inquieta, con facilità a sobbalzare ad ogni minimo segnale, anche non pericoloso;
  • Problemi di concentrazione ed attenzione;
  • Irritabilità, rabbia, crisi di pianto;
  • Disturbi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi, sonno agitato o frequenti risvegli notturni.

4)  ALTERAZIONI DEI PENSIERI E SENTIMENTI

  • Opinioni eccessivamente disfunzionali su se stessi, sugli altri o sul mondo (es: “Sono in pericolo” “E’ colpa mia”, “Non posso liberarmene”, “Il mondo è un posto pericoloso”, “Non mi posso fidare di nessuno”), relativamente alla causa o alle conseguenze dell’evento, dove ci si incolpa o si incolpano gli altri;
  • Paura, senso di colpa, vergogna, terrore, incapacità a provare emozioni positive, come amore soddisfazione.

Il trattamento del PTSD: l’EMDR

EMDR - Cura traumi e disturbi

La cura e l’intervento terapeutico del PTSD si focalizzano sia sul versante farmacologico, soprattutto nella fase acuta ed iniziale dei sintomi, per gestire ed alleviare il livello elevato di ansia, che sul piano psicoterapeutico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2013 ha riconosciuto l’Emdr come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso connessi. L’efficacia è stata dimostrata non solo per il PTSD, ma anche per tutti i disturbi psicologici emotivamente stressanti.

Cosa avviene nelle sedute di EMDR

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), essendo un approccio terapeutico nato come cura del trauma, viene effettuato seguendo un preciso protocollo terapeutico.

Dopo aver attuato una fase iniziale di anamnesi dettagliata e di preparazione del paziente, lo si invita  a rievocare in seduta l’evento traumatico stesso, con tutte le sue componenti cognitive, emotive, corporee e, attraverso una stimolazione bilaterale alternata destra-sinistra, si mettono in comunicazione i due emisferi cerebrali e si de-sensibilizza il ricordo, ossia lo si rende meno carico emotivamente e fisicamente, modificando anche i pensieri negativi che la persona ha su se stessa. Il soggetto giunge, alla fine, a percepire tale evento come più neutro e con più distacco, non sente più le emozioni sgradevoli e dolorose, e le sensazioni fisiche spiacevoli si dissolvono.

Tutto avviene grazie ai movimenti oculari alternati, o alle stimolazioni tattili e/o uditive effettuate dal terapeuta nel paziente.

Cosa cambia nel cervello dopo il trattamento EMDR?

Dopo un percorso terapeutico con l’EMDR, si verificano nel cervello dei pazienti degli importanti cambiamenti, sia fisiologici-biochimici, che strutturali:

  • Si normalizza il livello basale di cortisolo, ormone dello stress;
  • L’iniziale iper-attivazione della corteccia emotiva o sistema limbico (come detto prima) si abbassa e si attivano di più le aree corticali cognitive ed associative, in quanto le memorie traumatiche sono state metabolizzate dal cervello ed elaborate.
Il disturbo post-traumatico da stress, prima e dopo la terapia EMDR

Cosa cambia nel cervello prima e dopo la terapia EMDR

Sul sito www.emdr.it sono riportati numerosi studi clinici scientifici condotti dal dott. Pagani (ricercatore CNR) et altri, che dimostrano la validità di questo approccio terapeutico per la cura del trauma.

La mia testimonianza di terapeuta EMDR

Non posso non continuare a sorprendermi e rimanere entusiasta nell’osservare come i pazienti ai quali propongo l’Emdr come metodo per superare diverse situazioni stressanti e traumatiche della loro vita, riescano ad elaborare e risolvere la propria sintomatologia e le esperienze emotive negative che li hanno portati a chiedermi un aiuto psicologico.

Io stessa posso notare come, alla fine del percorso terapeutico, la persona stessa si senta più “libera”, sperimenti un aumento generale del benessere psico-fisico ed una maggiore autostima e senso di sicurezza, sia verso se stessa, che verso gli altri e l’ambiente che la circonda.

“Mentre il trauma può essere l’inferno sulla terra, il trauma risolto è un dono degli dei- un viaggio eroico che appartiene ad ognuno di noi”

Peter Levine