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Il benessere nelle relazioni: IO sono OK, TU sei OK
Quando pensiamo ai nostri rapporti con gli altri, ci preoccupiamo di come poterli vivere al meglio, cercando di ottenere da essi gratificazione e benessere.
La nostra stessa natura di esseri umani è relazionale ed il bisogno di connetterci agli altri è presente fin dalla nascita, attraverso il legame di attaccamento che il neonato instaura con i propri genitori e tutte le relazioni future che creerà fin da adulto con le altre persone.
Ma cos’è il benessere?
Il termine significa “stare bene, esistere bene”. Ossia esso è uno stato che coinvolge diversi aspetti dell’essere umano: il livello fisico, emotivo, sociale-spirituale e mentale.
Come già citava Giovenale fra il I ed il II secolo D.C.: “Mens sana in corpore sano”, questa visione attualissima del benessere concorda anche con quella dell’O.M.S., per la quale il benessere non è la semplice assenza di malattia, ma è definito come: “Lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale, e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”.
E poiché la società in cui vive l’individuo è formata da altri esseri umani e dalle relazioni che si creano fra gli individui, allora il benessere nelle relazioni si può definire come lo stato di soddisfazione ed equilibrio nel rapporto con gli altri.
Il nostro grado di benessere nei rapporti umani dipenderà:
In quest’ottica è la persona che ha una dose di responsabilità e di potere nei rapporti in cui si coinvolge. Siamo noi che decidiamo come vogliamo stare con gli altri. Siamo noi gli artefici del nostro star bene nelle relazioni.
Perché una relazione sia di benessere, è necessario che sia caratterizzata dalla INTERDIPENDENZA, dalla reciprocità, dove c’è un “Io” e c’è anche un “Tu”, dove io parlo, racconto di me, comunico delle cose all’altro (ossia assumo un ruolo più attivo), ma anche ascolto l’altro, gli presto attenzione (ossia assumo un ruolo più ricettivo) e viceversa.
Secondo quest’ottica di reciprocità relazionale, entrambe le parti sono egualmente coinvolte nella relazione, entrambi i partecipanti della relazione sono Ok, hanno uguali diritti e dignità, e, seppur stiano in relazione fra loro ed in connessione, continuano a mantenere la propria autonomia ed identità distinta.
Se consideriamo l’ottica dell’Analisi Transazionale, teoria della personalità ed approccio psicoterapeutico, fondata dal medico psichiatra E. Berne (per saperne di più sull’Analisi Transazionale, clicca qui), quando noi ci relazioniamo con reciprocità, adottiamo una precisa posizione esistenziale, cioè un modo di porci verso noi stessi, gli altri ed il mondo, definita dall’Analisi Transazionale:
IO SONO OK, TU SEI OK
A partire da questa posizione, ci poniamo nella relazione sia sapendo riconoscere il nostro valore personale (Io sono ok, Io vado bene), che quello altrui (Tu sei ok, Tu vai bene) e tale atteggiamento ci permette di creare relazioni di benessere.
Ma tutto ciò come avviene concretamente?
All’interno di un processo comunicativo, dove, secondo gli psicologi Watzlawick, Beavin e Jackson la comunicazione è un processo di interazione.
COMUNICARE = ESPRIMERE + ASCOLTARE
Espressività ed ascolto sono due componenti che in realtà si manifestano simultaneamente, cioè:
Come possiamo creare relazioni di benessere?
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2020 ELISA RIVELTI - Psicologa e psicoterapeuta Mogliano Veneto Treviso - Venezia
2020 Elisa Rivelti - Psicologa e psicoterapeuta Mogliano Veneto