Come lavoro

i miei metodi dedicati al vostro beneficio

Tecniche di intervento

Con le persone utilizzo un tipo di approccio terapeutico integrato, ossia adotto diversi tipi di tecniche, che propongo alla persona che mi chiede aiuto, a seconda del tipo di difficoltà e delle caratteristiche di personalità che essa presenta.

Utilizzo tecniche derivanti dall’Analisi Transazionale, dalla Terapia della Gestalt, dalla Terapia Cognitivo-Comportamentale e sono anche Terapeuta EMDR.

L’analisi Transazionale

Elisa Rivelti - Psicologa e Psicoterapeuta - Analisi Transazionale - I 3 elementi che formano la nostra personalità

I 3 elementi che formano la nostra personalità

Una personalità sana ha bisogno di tutti e 3 gli Stati dell’Io.

Lo stato dell’Io Genitore ci permette di adeguarci alla società e seguirne le regole.

Lo stato dell’Io Adulto è quella parte di noi che ci permette di risolvere i problemi ed affrontare la vita in modo efficace.

Lo stato dell’Io Bambino ci permette di accedere alla spontaneità, creatività e capacità intuitiva, tipiche dell’infanzia.

Utilizzo l’Analisi Transazionale che è un approccio terapeutico che analizza le “transazioni”, ossia le relazioni e gli scambi che la persona ha sia con se stessa (dentro di se) che con gli altri (fuori si se).

Aiuto la persona a divenire consapevole di come si pone con se stessa, quale è il suo dialogo interno (ossia come essa si parla e come si tratta), modificandolo, laddove risulti bloccante e non costruttivo. Inoltre la aiuto a divenire consapevole e migliorare anche il tipo di scambi comunicativi e relazionali che ha con gli altri, lì dove vi siano delle difficoltà.

Così facendo,  essa può iniziare ad attuare delle nuove decisioni ed uscire da quei meccanismi disfunzionali in cui si trova intrappolata, arrivando a sentirsi più libera e  spontanea.

In quest’ottica la persona diviene protagonista attiva del suo cambiamento.

Ecco i principi a cui mi ispiro usando l’Analisi Transazionale nel mio lavoro:

  • Okness

    “Ognuno di noi è ok”, ossia ogni persona, in quanto tale, ha valore e dignità come essere umano ed ha il diritto di essere amato e di esprimere se stesso.

  • Come esseri umani noi siamo in continua crescita e cambiamento

    siamo alla ricerca costante di un equilibrio con il proprio ambiente esterno (gli altri) ed interno (noi stessi). Raggiungere il “ben-essere” vuol dire divenire consapevoli dei nostri bisogni e poterli soddisfare, nel rispetto di sé e degli altri.

  • Ognuno ha la capacità di pensare

    ognuno di noi è responsabile delle proprie scelte e decisioni che vogliamo prendere per noi stessi.

  • Ognuno decide della propria vita e tali decisioni possono essere cambiate

    noi possiamo cioè decidere ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo e tuttavia queste decisioni possono essere cambiate, laddove esse ci creano sofferenza e disagio.

Terapia della Gesalt

L’approccio terapeutico Gestaltico, deriva dalla parola tedesca GESTALT, ossia “forma”, “struttura unitaria” e, come dice la parola, permette di lavorare con la persona, considerandola in tutta la sua globalità ed unità psico-fisica ed emotiva.

“Il tutto è più della somma delle singole parti”

Elisa Rivelti - Psicologa e Psicoterapeuta - Terapia della Gesalt

Il lavoro terapeutico si focalizza su questi punti principali:

  • Qui ed ora, l’adesso

    ossia la persona impara a focalizzare l’attenzione sul momento presente e su ciò che vive, attraverso l’uso di tecniche di consapevolezza corporea ed emotiva.

  • Attenzione ed accettazione dell’esperienza presente

    cioè la persona impara a riconoscere, accogliere e ad esprimere le proprie emozioni e sentimenti e ad essere consapevole dei segnali che le invia il proprio corpo nel momento presente (ad esempio capendo se è teso, rilassato ecc..), a come respira e a come può modificare la propria respirazione, postura, gesti, laddove essi siano bloccati ed innaturali, poiché ogni conflitto psicologico comporta sempre un blocco emotivo e corporeo. Quindi si lavora sulla mente e sul corpo, in quanto strettamente connessi.

  • Incrementare la propria autonomia e la capacità di adattamento creativo all’ambiente esterno che cambia

  • Aumentare la consapevolezza e favorire la soddisfazione dei propri bisogni

  • Divenire consapevole, far dialogare ed integrare le varie parti in conflitto presenti dentro a se stessi

    (Es: fra ciò che voglio/ciò che devo), per trovare un equilibrio fra di esse e stare bene.

Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Utilizzo molto anche l’approccio Cognitivo-Comportamentale, per aiutare la persona ad essere consapevole di come le sue reazioni emotive, corporee, e comportamentali ad un evento che le succede, siano determinate dal “come” essa stessa legge ed interpreta quell’evento, cioè da quali pensieri, idee, credenze e convinzioni essa ha su se stessa, sugli altri e sul mondo che la circonda.

Tali credenze spesso si formano fin dall’infanzia attraverso le esperienze, ed i legami di attaccamento, più o meno favorevoli, con le figure importanti di accudimento, e si protraggono poi nell’età adulta.

Elisa Rivelti - Psicologa e Psicoterapeuta - Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
Elisa Rivelti - Psicologa e Psicoterapeuta - Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Secondo questo tipo di approccio terapeutico il disagio psicologico e le problematiche quali ansia, stress, distimia, pensieri ossessivi, ecc., nascono spesso dalla presenza di “distorsioni cognitive”, ossia pensieri negativi e poco costruttivi che la persona ha imparato nel corso della sua vita a farsi sugli eventi che le capitano ed i quali le impediscono di stare bene ed affrontare efficacemente le situazioni.

Con questa forma di terapia, attraverso tutta una serie di tecniche precise e mirate, le persone vengono aiutate concretamente a:

capire la stretta relazione che esiste fra i propri pensieri, emozioni e comportamenti

modificare e ristrutturare i pensieri disfunzionali, sostituendoli con altri più positivi

gestire le proprie emozioni, quali ansia, rabbia, tristezza, colpa, vergogna, ecc..

imparare delle tecniche di respirazione e di rilassamento per migliorare il proprio benessere psico-fisico e ridurre gli stati di tensione emotiva

attuare dei comportamenti più salutari e costruttivi, ad esempio attraverso delle esperienze pratiche guidate, sia in seduta che a casa.

Utilizzo molto anche l’approccio Cognitivo-Comportamentale, per aiutare la persona ad essere consapevole di come le sue reazioni emotive, corporee, e comportamentali ad un evento che le succede, siano determinate dal “come” essa stessa legge ed interpreta quell’evento, cioè da quali pensieri, idee, credenze e convinzioni essa ha su se stessa, sugli altri e sul mondo che la circonda.

Tali credenze spesso si formano fin dall’infanzia attraverso le esperienze, ed i legami di attaccamento, più o meno favorevoli, con le figure importanti di accudimento, e si protraggono poi nell’età adulta.

Elisa Rivelti - Psicologa e Psicoterapeuta - Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Secondo questo tipo di approccio terapeutico il disagio psicologico e le problematiche quali ansia, stress, distimia, pensieri ossessivi, ecc., nascono spesso dalla presenza di “distorsioni cognitive”, ossia pensieri negativi e poco costruttivi che la persona ha imparato nel corso della sua vita a farsi sugli eventi che le capitano ed i quali le impediscono di stare bene ed affrontare efficacemente le situazioni.

Elisa Rivelti - Psicologa e Psicoterapeuta - Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Con questa forma di terapia, attraverso tutta una serie di tecniche precise e mirate, le persone vengono aiutate concretamente a:

capire la stretta relazione che esiste fra i propri pensieri, emozioni e comportamenti

modificare e ristrutturare i pensieri disfunzionali, sostituendoli con altri più positivi

gestire le proprie emozioni, quali ansia, rabbia, tristezza, colpa, vergogna, ecc..

imparare delle tecniche di respirazione e di rilassamento per migliorare il proprio benessere psico-fisico e ridurre gli stati di tensione emotiva

attuare dei comportamenti più salutari e costruttivi, ad esempio attraverso delle esperienze pratiche guidate, sia in seduta che a casa.

Terapia EMDR

Spesso mi trovo a proporre ed utilizzare l’EMDR, con grande beneficio per molti miei pazienti.

L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico. Esso viene utilizzato anche per il trattamento di una vasta gamma di disturbi, quali ansia, panico, fobie, disturbi depressivi, conflitti e traumi relazionali, vissuti come emotivamente stressanti.

L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destra/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, cioè perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento.

L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità.

L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche.

Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi. Dal punto di vista clinico e diagnostico, dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-traumatico da stress, quindi non si riscontrano più gli aspetti di intrusività dei pensieri e ricordi, i comportamenti di evitamento e l’iperarousal neurovegetativo (ipereccitazione) nei confronti di stimoli legati all’evento, percepiti come pericolo. Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente distingue meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia.

Si sente che veramente il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato. I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento, ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Cioè il paziente realizza le connessioni di associazioni appropriate, quello che è utile è appreso ed immagazzinato con l’emozione corrispondente ed è disponibile per l’uso futuro.

L’EMDR come approccio evidence-based

Nel lasso di trent’anni dalla sua scoperta, ad opera della ricercatrice americana Francine Shapiro, l’EMDR ha ricevuto più conferme scientifiche di qualunque altro metodo usato nel trattamento dei traumi. Oggi è riconosciuto come metodo evidence based, cioè con validità scientifica dimostrata, per il trattamento dei disturbi post traumatici, approvato, tra gli altri, dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010) e dal nostro Ministero della salute nel 2003. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’agosto del 2013, ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.

L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità.  La ricerca recente mostra che, attraverso l’utilizzo dell’EMDR, le persone possono beneficiare degli effetti di una psicoterapia che una volta avrebbe impiegato anni per fare la differenza. Attualmente l’EMDR è un approccio terapeutico ampiamente usato anche per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici. Data l’importanza che gli eventi traumatici (siano essi traumi singoli che cumulativi e relazionali) rivestono nello sviluppo di differenti patologie, diviene importante affrontarle attraverso un approccio che tenga in considerazione e riesca ad intervenire sull’origine traumatica di tali disturbi.

La ricerca riguardante l’EMDR è una delle prime in cui sono stati evidenziati i cambiamenti neurobiologici che si verificano durante ogni seduta di psicoterapia, rendendo l’EMDR il primo trattamento psicoterapeutico con un’efficacia neurobiologica provata. Le scoperte in questo campo confermano l’associazione tra i risultati clinici di questa terapia e alcuni cambiamenti a livello delle strutture e del funzionamento cerebrale.

Dato il riconoscimento a livello mondiale dell’efficacia di questo metodo terapeutico per il trattamento del trauma, ad oggi più di 120.000 clinici in tutto il mondo usano questa terapia. Milioni di persone sono state trattate con successo negli ultimi anni.

(Art. tratto ed adattato da www.emdr.it)

Elisa Rivelti - Terapia EMDR